Foresta Gallipoli Cognato in Basilicata, area naturale protetta
Foresta Gallipoli Cognato (Basilicata) — Foto: Luigi Catalani, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

La tutela del patrimonio boschivo italiano si articola attraverso un sistema multilivello che combina strumenti nazionali, regionali e comunitari. A differenza di altri settori ambientali, la legislazione forestale italiana ha subito nel 2018 una significativa razionalizzazione con il Decreto Legislativo 34/2018, il cosiddetto Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali (TUF), che ha riorganizzato un corpus normativo frammentato in oltre 40 provvedimenti legislativi sovrapponentisi.

Il TUF definisce per la prima volta in modo organico cosa si intende per «bosco» ai sensi della legge italiana — una definizione che in precedenza variava significativamente tra le diverse regioni — e stabilisce i principi fondamentali che le legislazioni regionali devono rispettare, pur mantenendo l'autonomia delle regioni nella definizione degli strumenti di gestione.

Il Testo Unico Forestale e la sua architettura

Il D.Lgs. 34/2018 si struttura intorno ad alcuni assi portanti:

  • Definizione unitaria di bosco: estensione minima di 2.000 m², larghezza media di 20 metri, copertura arborea almeno del 20%
  • Invarianza della superficie forestale: il principio per cui le trasformazioni del bosco devono essere compensate da nuove forestazioni di superficie equivalente
  • Strategia Forestale Nazionale: documento di indirizzo decennale che definisce gli obiettivi prioritari per la filiera forestale, l'adattamento climatico e la valorizzazione del patrimonio boschivo
  • Registro nazionale dei boschi vetusti: inventario delle aree forestali con caratteristiche di vetustà (età avanzata, struttura complessa) da preservare in via prioritaria

Categorie di aree protette con componente forestale rilevante

Riserve Naturali Integrali

Nelle Riserve Naturali Integrali — la categoria più restrittiva prevista dalla normativa italiana — qualsiasi forma di prelievo forestale è vietata. L'area è sottratta alla gestione attiva e lasciata all'evoluzione naturale. Il Bosco di Sasso Fratino, nella Riserva Biogenetica dello stesso nome in provincia di Forlì-Cesena, è uno degli esempi più citati a livello europeo: istituito nel 1959, è tra le foreste vetuste italiane riconosciute dall'UNESCO nel 2017.

Parchi Nazionali e foreste protette

I 24 Parchi Nazionali italiani (aggiornamento 2024) ospitano una quota significativa del patrimonio forestale autoctono. In questi contesti, la gestione forestale è consentita nelle zone a diverso grado di protezione, ma deve essere compatibile con il Piano del Parco e autorizzata dall'ente gestore. Tra i parchi con la maggiore estensione forestale:

  • Parco Nazionale dello Stelvio: circa 90.000 ha di superficie forestale, prevalentemente peccete e lariceti alpini
  • Parco Nazionale del Pollino: circa 50.000 ha di boschi, con le ultime popolazioni italiane di pino loricato
  • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: circa 30.000 ha, con le faggete vetuste di Sasso Fratino
  • Parco Nazionale della Majella: circa 28.000 ha di boschi, con importanti popolazioni di faggio e pino loricato
Foresta Gallipoli Cognato in autunno, SIC Basilicata
Foresta Gallipoli Cognato in autunno (Basilicata) — Foto: MaricaLeone, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Rete Natura 2000: SIC e ZPS

La Rete Natura 2000 — sistema europeo di aree protette istituito dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE) e dalla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) — include in Italia circa 2.600 siti, per una superficie totale di oltre 6,3 milioni di ettari. Una quota rilevante di questi siti è caratterizzata da habitat forestali prioritari, tra cui:

  • Codice 9210*: Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex (prioritario)
  • Codice 91K0: Foreste illiriche di Fagus sylvatica
  • Codice 9220*: Faggeti degli Appennini con Abies alba e faggete con Abies nebrodensis (prioritario)
  • Codice 9340: Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia

Nei siti Natura 2000, qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative sull'integrità del sito è soggetto a Valutazione di Incidenza (VINCA), procedura obbligatoria prima di qualsiasi autorizzazione.

Strumenti regionali di tutela: alcuni casi rappresentativi

Veneto: Foreste Regionali

La Regione Veneto gestisce direttamente circa 36.000 ettari di Foreste Regionali, tra cui il Cansiglio e il Montello. Queste foreste sono soggette a Piani di Gestione Forestale redatti dal Servizio Forestale Regionale con validità decennale, che disciplinano interventi selvicolturali, accesso pubblico e attività di monitoraggio ecologico.

Trentino-Alto Adige: certificazione e gestione consortile

Le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno sviluppato sistemi di gestione forestale tra i più strutturati d'Italia. In Alto Adige, circa il 93% delle foreste è coperto da piano di gestione e il 60% è certificato PEFC. I consorzi forestali montani coordinano la gestione di proprietà private frazionate, consentendo pianificazioni a scala di comprensorio.

Basilicata: foresta Gallipoli Cognato

La foresta di Gallipoli Cognato, nel comune di Accettura (MT), è gestita dal Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. Classificata come Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT9210210), copre circa 4.000 ettari di bosco a prevalenza di cerro, roverella e carpino nero. Il piano di gestione del SIC prevede il mantenimento della struttura forestale attuale, con limitazione dei prelievi di biomassa e valorizzazione delle funzioni ecologiche.

Incendi boschivi e normativa di prevenzione

La tutela del patrimonio boschivo include la prevenzione e la gestione degli incendi. Il D.Lgs. 34/2018 ha rafforzato le disposizioni precedenti, vietando le attività edificatorie e le variazioni di destinazione d'uso sulle aree percorse dal fuoco per un periodo di 15 anni dall'incendio. Le regioni sono tenute a redigere annualmente il Piano Regionale di Previsione, Prevenzione e Lotta Attiva agli Incendi Boschivi (AIB).

Il Sistema Informativo Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SINFIN) pubblica dati aggiornati sulle superfici percorse dal fuoco. Negli ultimi anni, Sicilia, Calabria e Sardegna registrano costantemente le percentuali più elevate di superficie forestale incendiata rispetto alla media nazionale.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità documentale e divulgativa. I riferimenti normativi sono aggiornati alla data indicata. Eventuali variazioni legislative successive a tale data non sono riflesse nel testo. Per applicazioni operative, consultare le autorità forestali regionali competenti.